Pugliano è una tranquilla frazione di Teano, situata a sud-ovest della città dello storico incontro, con quasi seicento abitanti sparsi su un buona fetta di territorio, nota nell'interland per la coltura mediterranea dell'olivo e per la produzione dell'olio, oltre che per una discreta estensione di frutteti (in particolare pesche e ciliegie). L'etimologia stessa del nome, anche se incerta e poco attendibile (da lat. polluo = macchiare, insozzare, lordare), potrebbe fare riferimento senza difficoltà alla proprietà di ungere caratteristica dell'olio.
Molto poche e, in verità, anch'esse poco attendibili, le notizie storiche inerenti alle origini di Pugliano. Forse, come per le altre frazioni di Teano, deve avere origini abbastanza radicate nel passato, se si prendono in considerazione le ipotesi di quanti sostengono questa tesi avvalorandola con la testimonianza di tracce del tardo Impero Romano presenti sul territorio (strade romane, pietre miliari, ecc.). Indubbiamente Pugliano deve essere sorta come insediamento rurale per quanti, agricoltori e non, dovendo raggiungere dal centro sidicino le postazioni lavorative, preferirono stabilirsi sul posto evitando in questo modo la trafila dei pendolari, allora ancora più scomoda e travagliata di oggi. Di fatto essa è sorta come fusione di due borgate (ancora oggi ben individuabili), Borgo e Casa Gigli. La prima, posta più a nord e più in basso rispetto all'altra, è leggermente più abitata (considerando gli ampliamenti residenziali degli ultimi decenni) e conserva alcune tracce architettoniche pressoché databili intorno alla seconda metà del settecento. La seconda, invece, esposta a sud a confine con San Marco di Teano, posta ad un livello d'altezza superiore, conta la presenza di alcune strutture risalenti ad un periodo addirittura precedente (seconda metà del seicento ca.).
Tra le varie strutture spicca la cappella dedicata a “Maria SS. degli Angeli” di proprietà di una congrega ormai estinta, posta sul corso e recentemente restaurata grazie alla buona volontà e l'impegno di tutti i puglianesi che hanno voluto riportarla al suo vecchio splendore. La cappella non è molto grande (quasi una trentina di metri quadrati) e prima del restauro era ridotta ad un rudere fatiscente. Questo stato di abbandono in cui giaceva non solo ha impedito la conservazione di eventuali opere, ma ha impedito la possibilità stessa di approssimare una data di costruzione, anche se una attendibile stima la collocherebbe a metà settecento. Nel periodo della seconda guerra mondiale e dell'immediato dopoguerra, essa era assiduamente frequentata per celebrazioni di culto (vista l'inagibilità dell'attuale chiesa parrocchiale), diventando così il cuore stesso della borgata. Di lì poco distante, in via casa Licciardi, invece, è possibile notare, sulla facciata della casa che sovrasta il termine del viottolo, la presenza di una bifora con fregi particolari che rimandano ad una influenza aragonese.
Salendo verso Casa Gigli e possibile notare la presenza, per quello che ne rimane, della residenza episcopale , fatta costruire dal vescovo Broya verso la metà del seicento per la permanenza estiva degli alti prelati, per poter godere della frescura che la posizione geografica doveva offrire unita ad uno splendido panorama. Più avanti c'è la casa della famiglia Gigli (dal quale prende il nome la borgata) i quali la passarono ai loro fattori, la famiglia Messa. Attualmente lo stabile è in stato di abbandono e anch'esso rischia di rimanere un rudere che va in frantumi.
Verso l'interno è possibile notare la cappella privata dedicata a San Crescenzo , anch'essa centro e cuore della borgata dove fino a qualche decennio fa si celebrava la festa liturgica del santo, ma anch'essa è stata più volte depredata e versa in uno stato di totale abbandono e fatiscenza.
Scendendo verso San Marco è possibile vedere il vecchio frantoio che era in passato centro di attività per tutta la borgata, vista la fertilità del suolo e l'impegno degli oleicoltori nella produzione dell'olio, nonché il simbolo stesso dell'intera frazione.
La frazione attualmente, pur essendo tra le più grandi per numero di abitanti del comune di Teano, vive alcuni disagi dovuti alla mancanza di alcune strutture pubbliche, ma gli abitanti armati di buona volontà e coraggio si impegnano per lo sviluppo e il progresso sociale del loro territorio sfruttando le risorse naturali e l'ingegno umano per un cammino di crescita e di emancipazione che sta prendendo piede soprattutto negli ultimi anni.