Signor Direttore,
La temeraria affermazione del prof. D'Antuoni di Teano è un falso storico, non fa che aggiungersi al coro di quanti, per amore di polemica o di campanile, tentano di defraudare questa città di una delle sue tante splendide pagine di Storia. Le prove addotte dal D'Antuoni vengono facilmente ritorte contro di lui. Infatti il generale Bertolè Viale, firmatario del diario del comando in Capo del 1860 rese ben altra testimonianza, indicando nel ponte S. Nicola - da sempre nel comune di Teano - la località esatta, che fu pure inequivocabilmente riconosciuta dall'Abba, ritornato sui luoghi alcuni anni dopo la pubblicazione del suo volume. Il Crispi poi non fu neanche presente all'incontro. Il professore avrebbe forse evitato tanti ingiustificabili qui pro quo se non avesse allegramente tralasciate altre incontestabili testimonianze quali quelle del Milbitz o del Missori e sottovalutati i giudizi storici dello Stefanoni o dello Hayward, dell'Oscar Pio o dell'O' Clery, del Materassi o del Sottile d'Alfano, dello Spadolini o dell'Omodeo. A Caianello ed a Vairano i teanesi vogliono dare ciò che loro spetta e che bene o male ho dimostrato in una mia monografia su Teano di prossima pubblicazione: gli abboccamenti preliminari all'incontro, che a distanza di anni si vollero poi barattare per quello autentico che, come consacra la Relazione definitiva dell'Ufficio storico di Stato maggiore: «deve chiamarsi di Teano».
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