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6 - L'Incontro di Teano:
a chi giova la polemica?
 

Il due giugno, data del primo centenario della morte di Giuseppe Garibaldi, si avvicina inesorabilmente. In tutta Italia, nei numerosi paesi che furono teatro delle gesta dell'Eroe dei due mondi, fervono i preparativi per ricordarne degnamente l'opera politica e le imprese militari.
Centinaia di documenti vengono spulciati alla frenetica ricerca di avvenimenti inediti, di appetitose curiosità, di nuovi elementi che potrebbero far meglio conoscere ed apprezzare la figura umana, oltre che storica, di questo personaggio del Risorgimento Italiano.
Ma il tutto resta, come logico, a livello di aneddottica, di arricchimento di particolari circa notizie già in buona parte conosciute; certo non è pensabile che si possano scoprire novità sovvertitrici di giudizi storici già abbondantemente studiati e passati al vaglio della critica più attendibile, perché riferita a cose relativamente recenti.
Ed allora non ci si può che stupire quando si apprende che nella vicina Vairano Patenora si pretende di aver scoperto che il famoso incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele non sarebbe avvenuto a Teano. non vogliamo qui assolutamente tornare sull'argomento, per il quale riteniamo siano state polemicamente spese troppe parole, ma ci piace esporre alcune considerazioni che, ridimensionando i termini della controversia, potrebbe evitare ai miei concittadini teanesi errori futuri.
Perché, c'è anzitutto da chiedersi, i cittadini di Vairano così agguerritamente cercano di dimostrare contro ogni altra documentazione storica, che l'Incontro avvenne a Vairano e non a Teano? È così importante per loro accaparrarsi la paternità dell'incontro, vista la grande quantità di energia e di soldi che hanno investito in questa impresa? E perché? Per pura campanilistica soddisfazione? Per immenso amore di verità storica? Per spirito revanchistico? O piuttosto perché avrebbero visto in tale avvenimento un possibile sfruttamento turistico? E non da escludersi del tutto che possa trattarsi di una semplice aspirazione politica di una mutata maggioranza consiliare, particolarmente attenta alla situazione politica generale.
Ma quale di queste considerazioni potrebbe legittimare il rischio di scatenare una guerra tra poveri che non vedrebbe vincitori, ma solo vinti? E questo soprattutto in considerazione della povertà documentale con la quale Vairano Patenora pretende di scalfire il dato storico di Teano.
Ma se tanto è possibile da parte di Vairano, bisogna pur dire che oggi esistono dei presupposti favorevoli, dei punti deboli nella difesa dei cittadini teanesi.
La controversia non è certo di oggi; già ventidue anni fa, in occasione del centenario dell'Incontro, la polemica divampò violenta, ma fu definitivamente chetata con la ufficializzazione della paternità teanese di esso.
Fu allora individuato con precisione il luogo in cui i due personaggi si strinsero la mano, e vi fu eretto un monumento a perenne memoria. Ma tale memoria venne facilmente meno per prima nei cittadini teanesi che, dato ormai per scontato il fatto, trascurarono sempre più la conservazione di questo monumento che venne progressivamente depauperato di tutte le pregevoli cose che possedeva e persino dei marmi che lo ricoprivano. La stessa fine avevano già fatto le numerose lapidi commemorative sparse sui muri a ricordo del soggiorno del Re e dell'Eroe nizzardo. Lo storico Incontro, in una, aveva fatto la stessa fine dei tanti reperti archeologici, del grandioso teatro romano, delle terme, della necropoli osca e chi più ne ha ne metta.
Mai che un solo amministratore, che un solo politico locale avesse pensato a valorizzare o almeno a tenersi care queste cose vestigia del passato in vista non dico di un pur legittimo sfruttamento turistico, ma almeno di un orgoglioso vano campanilistico.
Ma tant'è. Ed oggi si cerca di correre ai ripari con rimedi che a volte sono peggiori dei mali e si vorrebbe salvare in un giorno quanto è stato distrutto in anni.
E allora si curi Teano di preservare e di valorizzare il suo immenso patrimonio storico e artistico, ma di farlo sempre, per logica scelta politica, se vuole ancora sperare di salire su un treno da tempo partito. E non riaccenda Vairano una sterile polemica che serve solo a danneggiare due generosi paesi che quotidianamente lottano con la cronica miseria di un Mezzogiorno che solo geograficamente l'Eroe dei due mondi ha unito al resto d'Italia.

 
Claudio Gliottone - "L'Informatore" - Anno I numero zero - Aprile 1982
 
 
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