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© 2007, Pro Loco Teano, Piazza Municipio n. 1, Teano
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Pilastro del portale con lo stemma di Teano
Pilastro del portale con lo stemma dell'A.G.P.
L’altare maggiore addobbato per la festa della Madonna del Carmelo
in una rarissima foto, risalente agli inizi del ’900, fornitaci dal signor
Angelo Sirignano che ringraziamo
il poeta Luigi Tansillo (1510 -1568)

Il Campanile

Il campanile, posto quasi alla sommità del centro storico, alto circa 50 metri, domina il panorama di Teano da tutte le angolazioni.
Per questa onnipresenza in tutte le vedute, è divenuto quasi il simbolo della Città.
Fu innalzato negli anni 1502-1503, come ricorda l’iscrizione posta sul lato che prospetta sul Corso.
Il primo piano è costruito con blocchi di marmo di spoglio.
Notevole la tabula latruncularia incisa su un blocco del lato lungo Vico Tansillo.
Il secondo e il terzo piano sono formati da pesanti blocchi del duro piperno di Casi. Qualche secolo dopo furono aggiunti l’alto tiburio ottagonale e la cuspide rivestita di maioliche gialle e verdi, identiche a quelle che ricoprivano la cupola della navata.

La tabula latruncularia
Iscrizione sul lato che prospetta sul Corso
 

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Casa Santa dell’Annunziata
o dell’Ave Gratia Plena di Teano
 
 
La Casa Santa dell’Annunziata o dell’Ave Gratia Plena di Teano ebbe origine come istituzione di assistenza all’infanzia abbandonata e alle giovani madri, certamente prima del XV secolo, su modello della Santa Casa dell’Annunziata di Napoli che i sovrani angioini avevano creato nei primissimi anni del XIV secolo.
L’Ave Gratia Plena di Teano, raggruppando varie fondazioni benefiche, svolse nei secoli un ruolo insostituibile a vantaggio dei poveri, degli ammalati, degli orfani e delle vedove. Nel suo ambito ebbero vita e si svilupparono: l’Ospedale, che ancora oggi continua la sua attività; il Monte dei Pegni, fondato dal canonico Morrone il 3 aprile 1603 per soccorrere gli indigenti; dei monti frumen-tari, con il compito di dare in prestito gratuito le sementi ai contadini; numerose fondazioni di maritaggi che fornivano un minimo di dote alle ragazze povere; due legati per la distribuzione del pane ai poveri, voluti dal canonico Santoparide nel 1596 e poi anche dal ricordato canonico Morrone.
Con il riordinamento amministrativo napoleonico, la Casa Santa, fino ad allora amministrata da tre governatori eletti dall’Università, fu “laicizzata” e trasformata in Commissione di Beneficenza sottoposta al controllo governativo. Dopo l’unità d’Italia, la Commissione assunse il nome di Congrega di Carità.
Nel 1905 l’Ospedale e il Monte dei pegni furono trasferiti nell’ala meridionale dell’antico monastero di S. Maria de Foris, opportunamente ampliata, e l’antica sede dell’A.G.P., attigua alla chiesa, fu ceduta al Comune.
La chiesa, certamente risalente agli albori del secondo millennio, e forse più antica, ebbe sfortunata sorte. Nel 1733 crollò interamente a causa di un terremoto e fu ricostruita nel 1750 nelle forme riprese dall’ultimo restauro.
Lo attestava un’elegante iscrizione posta sulla controfacciata, che fu recuperata tra le macerie ma non è stata ricollocata nell’edificio dopo il restauro.
Il 6 ottobre 1943 fu tra i primi edifici ad essere colpiti dal tremendo bombardamento anglo-americano. Solo il campanile e la facciata rimasero in piedi. Dopo moltissimi anni, per consentire al Comune il restauro del sacro edificio e una confacente utilizzazione, il compianto Vescovo Mons. Matteo G. Sperandeo, con decreto de profanando, ne autorizzò la destinazione a usi culturali consoni all’originaria sacralità del luogo. Il restauro fu perciò indirizzato alla creazione di un auditorium o sala espositiva.
 
 

Nella chiesa fu sepolto il poeta Luigi Tansillo (1510 -1568), che morì a Teano dove trascorse gli ultimi anni di vita, avendo sposato la teanese Luisa Puzzo.
Nel 1629, Orazio De Garamo, benemerito cittadino teanese, forse perché l’iscrizione sepolcrale non era stata mai posta o si era deteriorata, fece porre sulla parete sinistra della navata il cenotafio riprodotto qui sopra, che fu recuperato tra le macerie e collocato, nel 1976, in una sala del municipio.

La cartolina d’epoca riproduce la cupola maiolicata con lanterna com’era prima della distruzione.
La foto della navata, ripresa dal presbiterio verso l’ingresso, evidenzia la nuova cupola metallica.
La distruzione bellica non lasciò quasi nulla dell’interno e danneggiò buona parte del magnifico pavimento maiolicato settecentesco. Andò perduta anche la pregevole statua secentesca di S. Teresa d’Avila, donata alla chiesa da Don Filippo Ramiro de Gusman.
 

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