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È costituita da quattro ambienti di cui l'ultimo corrisponde alla tomba di S. Paride. I primi tre, costruiti come celle sepolcrali delle sovrastanti distrutte cappelle laterali della cattedrale, presentano ampi tratti di pavimentazione in pietra allo stesso livello di quelli rinvenuti ai lati della scala d'accesso, indubbi avanzi della pavimentazione della prima cattedrale eretta sulla Memoria.
Dopo la ricostruzione la cripta rimase vuota e inutilizzata finchè, con il concreto interessamento del parroco don Aurelio De Tora, il vescovo Mons. Matteo Guido Sperandeo vi fece organicamente sistemare i numerosi frammenti marmorei repertati tra le macerie della cattedrale, quale primo nucleo del Museo diocesano, nei suoi progetti da sempre.

 
I SALA
Ospita marmi policromi. Sulla sinistra è ricomposta parte dell'armoniosa balaustra del presbiterio fatta costruire nel 1752 dal vescovo Domenico Giordano il cui stemma è intarsiato nei piastrini. Si noti sul piano a sinistra il paliotto dell'altare del Rosario con la morbida scultura della Vergine.
 
II SALA
Qui sono i reperti di maggior valore storico. A sinistra sono stati ricomposti elementi di transenne medievali (di particolare interesse il leone d'una scultura di probabile epoca longobarda).
Sull'opposta parete sono infissi cospicui frammenti dell'ambone cosmatesco e la parte terminale del parapetto della scala con la scultura di Giona inghiottita dalla balena.
Sulla destra, un gradino sagomato in età barocca ha rivelato sulla faccia murata l'originaria scultura del sarcofago da cui fu tratto. Dalla parete affiorano frammenti di colonne utilizzati nella muratura.
In angolo, affiancata da una lastra tombale medievale con una semplice croce latina, una colonna tortile con capitello, in tutto simile a quella dell'ambone, attesta che doveva originariamente essere dotato di almeno sei colonne.
 

III SALA
L'ambiente è stato così rinvenuto nella ricostruzione. Tre tozze colonne reggono semplici ma insoliti capitelli. Nella sala sono state sistemate numerose epigrafi e frammenti di monumenti sepolcrali rinvenuti tra le macerie della cattedrale. Si notino in particolare:
•  la lastra tombale del vescovo Vincenzo Serafini (+1615), posta al centro tra le colonne, che era in precedenza sul sepolcro del diacono Giacomo con l'iscrizione che si legge sul verso,
•  la commovente epigrafe precristiana dedicata da Vittore alla consorte Veneria, posta sull'arcata immediatamente a destra di che entra:

D M S
VENERIAE
VIXIT ANN.
PLVS MINVS
XXXXV VICTOR
CONIVGI IN
COMPARABILI
CVM QVA VIXIT
SINE QVAERELLAM
ANN. XIII M I DIEB
XV BENEMERENTI
FECIT

(Sacro agli Dei Mani/A Veneria vissuta circa 45 anni/incomparabile moglie con la quale/senza contrasti/visse 13 anni 1 mese e 15 giorni/Vittore pose)

un foro nella parete lascia intravedere una cella sepolcrale, delimitata da un spesso muro in blocchi di piperno.

 
IV SALA( un tempo TOMBA DI S. PARIDE )
In questa sala, sottoposta esattamente al presbiterio del cappellone sovrastante e quindi anche a quello della prima cattedrale, furono custodite le venerate spoglie del santo dalla morte nel IV sec. sino al 31 maggio 1732, quando furono traslate nel nuovo Cappellone.
Per ricordare l'antica destinazione della sala, nell'allestire la cripta (1979) si provvide a porre, verosimilmente nel luogo dove era la Confessione , cioè la tomba del Santo, un altare, incastonandovi i frammenti del paliotto dell'altare che il vescovo de Rosis vi fece erigere nel 1643 per custodirvi più degnamente le reliquie del patrono.
Alle pareti sono sospesi numerosi stemmi marmorei di vescovi e frammenti di epigrafi dedicatorie relative al culto del santo Patrono.
Alle pareti sono sospesi numerosi stemmi marmorei di vescovi e frammenti di epigrafi dedicatorie relative al culto del santo Patrono.
Mani sacrileghe asportarono dalla parete retrostante l'altare i cospicui frammenti dei busti dei vescovi Del Pozzo e Cirillo che prima della guerra ornavano l'ingresso del cappellone di S. Paride.
L'iscrizione sul pilastro ricorda l'allestimento della raccolta:


A. M. D. G.
QUESTA CRIPTA
PER XIV SECOLI TOMBA DI S. PARIDE
VESCOVO FONDATORE DELLA DIOCESI
D. MATTEO GUIDO SPERANDEO
VESCOVO ASSISTENTE AL SOGLIO PONTIFICIO
ARRICHÌ DEGLI AVANZI MARMOREI
DELLE ANTICHE CATTEDRALI DISTRUTTE
L'ANNO MCMLXXIX
XXX DEL SUO EPISCOPATO
XXV NEL GOVERNO DI QUESTA CHIESA
IL CAPITOLO E IL PARROCO DELLA CATTEDRALE
PP.

 
 
 

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foto album

 
Il museo della cripta
 
Sala I
Sala II
Sala III
Sala IV
Foto curate da Pino Mastrati
 
  Pro Loco Teano - Teanum Sidicinum - Piazza Municipio 1, 81057 - Teano (CE) [Associazione di promozione sociale (legge 383/2000)]