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La cattedrale romanica, dedicata a S. Giovanni Evangelista, era preceduta da un atrio corrispondente a gran parte dall'attuale piazza Duomo.
Nel 1636 il vescovo Giovanni de Guevara, ne trasformò il prospetto costruendo un elegante portico rinascimentale in travertino, sul fronte del quale si leggeva sino alla distruzione bellica:

IN HONOREM S. JOANNIS DE GVEVARA
EPISCOPVS THEANENSIS A.D. MDCXXXVI


(In onore di S. Giovanni Apostolo Giovanni de Guevara
vescovo di Teano l'anno del Signore 1636).

La parte superiore rimase invece inalterata fino a quando il cardinale Bartolomeo D'Avanzo, vescovo di Teano dal 1860 al 1884, non la fece istoriare a graffito con la scena della vittoria di S. Paride sul Dragone e le immagini dei santi vescovi Amasio e Urbano.
Nella ricostruzione postbellica, essendo stato ridotto in minuti frammenti ogni elemento architettonico, il prof. Pane optò per un disegno del tutto nuovo, nel quale il bianco calcare di Bellona del porticato e dei contorni si alterna con il locale piperno di Casi e il tufo grigio delle pareti.
Nel portico sono stati ricomposti, integrando le parti distrutte, i tre portali con le lunette decorate da nuovi pregevoli mosaici realizzati dalla Scuola Musiva Vaticana nel 1957: in quello centrale l'aquila di S. Giovanni Evangelista per ricordare che la chiesa è dedicata a S. Giovanni ante portam latinam; in quella di sinistra la raffigurazione dei ruderi dopo il bombardamento e del prospetto ricostruito; in quello di destra la riproduzione di un antico mosaico paleocristiano.

Sull'architrave del portale di sinistra si legge:

QVICQVID IN HAC AVLA PRETII MELIORIS HABE(TVR)
PANDVLFI PATRIS STVDIO PARTVM PERHIBE(TUR)

(Quanto in questa chiesa vi è di più prezioso
si ritiene prodotto dall'amore del Padre Pandulfo)

Su quello del portale di destra, a ricordo del Giubileo della Redenzione del 1983, celebrato anche nelle diocesi con il rito della Porta Santa, è inciso:

MATTHAEVS EPVS APERVIT
ANN. JVB. MCMLXXXIII

Ai lati del portale maggiore sono ancora in sito due sfingi di granito egizio provenienti da qualche tempio dedicato a divinità esotiche esistente nell'antica Teanum .
Sulla parete sinistra sono incastonati due cippi romani e in alto un frammento del 1106 che ricorda la decorazione dell'altare e della volta della cattedrale in quell'anno.
Sulla parete frontale dal grigio tufo emergono elementi scultorei dell'antica cattedrale, tra i quali le raffigurazioni dell'angelo e del bue, simboli degli evangelisti Matteo e Luca.

 

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L'esterno della Cattedrale
 
 
 
Sfinge di granito nell'atrio
Il portico
Parete del portico
 
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