| Mons. D. Giordano riferisce l'opinione dei PP. Domenicani ai quali apparteneva la Chiesa: secondo il P. Emera, nel suo alfabetico Agostiniano, la Chiesa fu fondata nel 1390, ma il P. Torello la crede più antica. Il convento fu soppresso da Innocenzo X con la Bolla Instauranda che ordinava l'abolizione l'abolizione dei piccoli conventi nel 1652 e fu unito al Seminario da poco fondato. I seminaristi vi restarono poco tempo, perché si trasferirono nei locali presso la Cattedrale. Verso il 1697, 27 luglio, monastero e chiesa con l'organo e le campane, furono ceduti alla Congrega del Soccorso, con l'onere di pagare al Seminario più di 270 ducati e fornire al cappellano del Seminario quanto era necessario per la celebrazione di oltre 78 messe, come dall'Istrumento del Notaio Conti e dalla S. Visita di quell'anno.
Di un miracolo fu redatto un atto notarile dal notaio Lorenzo Mandavillano nel 29 marzo 1597: un uomo da molto tempo soffriva per il morso di una tarantola e fu improvvisamente guarito.
Presso la Chiesa vi era un xenodochio affidato ai fratelli laici dei Celestini; nel 1339 fu trasferito a S. Nicola dei Greci e si cominciò a chiamare di S. Caterina. Dalla soppressione dei Celestini, fino al 1754, appartenne al Seminario. Il Vescovo Domenico Giordano vi trasferì la Parrocchia di S. Marco, con l’onere di una libbra di cera “pro ricognizione”. La Parrochia di S. Marco si trovava presso la parte inferiore della città ed era molto umida, tanto che nel 1713 il vescovo, in Santa Visita, ordinò che i sacramenti fossero amministrati nella Chiesa di S. Michele. Alla Parrocchia di S. Marco, il Vescovo Gerolamo Michele Nichesola, con decreto del 6 aprile, unì le parrocchie di S. Onofrio e di S. Agostino extra moenia.
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