L'intera zona declive del centro storico conserva quasi inalterato l'impianto urbanistico assunto quando fu abbandonata la parte pianeggiante della città e all'antica cinta murale preromana fu affiancata, lungo il versante orientale, una seconda cinta di mura.
Partendo dall'ingresso del Museo Archeologico, si percorre il tratto in discesa di Via Nicola Gigli. Sulla destra, in più tratti, affiorano avanzi delle imponenti mura preromane. Sulla sinistra si imbocca Calata S. Pietro che conduce all'omonima chiesa, di sicuro impianto paleocristiano. Il campanile è raro esempio di architettura bizantineggiante; il portone è opera d'intaglio del XVII secolo conservatosi integro.
Oltre il supportico che affianca il campanile, una seconda piazzetta presenta, sui fabbricati in parte distrutti dalla guerra, portali e finestre rinascimentali e di epoche successive che testimoniano la presenza diedifici dalla notevole architettura. Svoltando a sinistra, si imbocca La Stretta, un singolare vicoletto coperto che consente appena il passaggio di una persona.
Stretti vicoli portano a S. Maria La Nova, antica cappella degli Ortolani, poi riedificata come chiesa di patronato civico. All'interno si conserva integro un imponente arco trionfale gotico in tufo locale e l'altare maggiore della cattedrale, traslato in questa chiesa dopo la ricostruzione postbellica, con tarsie policrome e madreperla. Nella cappellina laterale una Crocifissione quattrocentesca dipinta a fresco.
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