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81057 TEANO (CE)
tel. 0823875078 |
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Testo tratto da
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Santuario di S. Reparata |
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Notizie storiche
Il monastero di S. Reparata si trova lungo la strada di Roccamonfina, in contrada Pino, la sua fondazione non può essere anteriore all'804, perché non è ricordata nel privilegio di Carlo Magno, che elenca tutti i possedimenti benedettini in Teano. La data più probabile è la seconda metà del sec. IX.
Secondo Domenico Giordano la traslazione di S. Reparata in Cattedrale avvenne nell'anno 880; la sua opinione è fondata su questa iscrizione trovata in Cattedrale durante la ricostruzione:
A GERMINE QUAE DECORATUR
PRAESULE LANDULPHO PER QUEM REPARATA PARATUR
FIERI FECIT REPARATA
CUI NON VELES IMO REVELES REGNA BEATA
CENTENO DUPLICATO
ATQUE QUATER DENO TEGIMEN FIT HOC HIIS DUPLICATO
( Da principio è decorato quello che sotto il presule Pandulfo è riparato fece fare le riparazioni per chi non velerai anzi svelerai i regni beati raddoppiato cento e quattro volte dieci, si compie il tetto questo a quegli unito (1).)
Nel 1410 S. reparata era un beneficio semplice; infatti, un certo Vincenzo Salerni, canonico napoletano e beneficiato di S. Reparata e di altri benefici semplici, delegato dal Card. Filomarino, fece una transazione con Luigi Dei Nobili, abate di Teano. Nel 1493 il procuratore del Commendatario di S. Benedetto, Baclio Ugolino, concede al Can. Di Salerno, Vincenzo, il beneficio di S. Reparata ed altro per morte del Sig. Elasco Liberale (2). Le monache benedettine restarono in S. Reparata fino al sec. XVI, poi dovettero lasciare il convento perché il Concilio Tridentino proibì alle monache la residenza in monasteri fuori la cinta murale. Le poche monache che vi erano, si ritirarono nel monastero di S. Caterina, fondato nel 1569.
Secondo Pezzullo, i Cappuccini vi restarono dal 1569 fino al 1811, quando il monastero fu compreso nel decreto di soppressione degli ordini religiosi, decretato da Gioacchino Murat. L'anno stesso, il Sindaco di Teano, Giuseppe Diano, comprò dal fisco il monastero e il giardino annesso. Nel 1880 il Card. Bartolomeo D'Avanzo, comprò il monastero con l'annesso giardino e ne fece dono alla Congregazione dei Liquorini. |
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Il Monastero
Il monastero è sul lato sinistro della chiesa e si sviluppa intorno ad un cortile quadrato. Il primo piano è occupato dalle camere dei padri, mentre un lato del piano terreno è occupato dalla chiesa e quello opposto dal refettorio. Il Card. Bartolomeo D'Avanzo, quando lo comprò per la Congregazione dei PP. Liquorini, dovette interamente restaurarlo, perché in pessime condizioni. Anche recentemente i religiosi, dopo la guerra, hanno dovuto fare molti restauri ed hanno ampliate le piccole celle dei cappuccini.
La chiesa è ad una navata con volta a tutto sesto, decorata con stucchi. La facciata, dal Cardinale D'Avanzo, fu fatta adornare di graffiti, rappresentanti S. Reparata ed Angeli. Recentemente è stata restaurata.
Sotto l'altare maggiore, in un'urna, vi sono le reliquie di S. Reparata, trasferitevi dalla Cattedrale, con solenni cerimonie, il 17 ottobre 1909, quando era superiore della Casa il Rev.mo P. Salvatore Titomanlio. Sulla parete destra del presbiterio è dipinto il martirio della S. Martire, sulla sinistra il trasporto della reliquia da Scauri a Teano. Sull'altare, quadro di S. Reparata in gloria: dono del Card. B. D'Avanzo. Presso la porta della chiesa, sulla parete destra, vi è questa lapide di marmo:
I REDENTORISTI DI S. REPARATA
ALL'INSIGNE BENEFATTORE
D. BARTOLOMEO CARD. D'AVANZO
MEMORI
QUESTA LAPIDE
DEVOTAMENTE PONGONO
1881 |
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Particolare della facciata |
Sulla sinistra, quest'altra lapide:
TEMPLUM HOC
S. R E P A R A T A E V.
DICATUM
TEMPORE FATISCENS
PERPULCRUM EXPOLITUM
TECTISQUE SARTIS
VINCENTIUS EPISC. MEDORI
SOLEMNITER CONSECRAVIT
Questo tempio dedicato a S. Reparata V. – fatiscente per vecchiaia
– molto ben pulito e riparato il tetto – il vescovo Vincenzo Medori
– con solenne rito – consacrò
___________
(1) Secondo la leggenda, S. Reparata, sarebbe stata martorizzata a Cesarea nella persecuzione dell'imperatore Decio ed il corpo della Martire sarebbe stato posto su una barca senza remi con altri cristiani e sarebbe approdato a Scauri, da quei cristiani sarebbe stata sepolta presso il monte Argentaro. Un duca di Benevento, che aveva la figlia Paga inferma, sarebbe andato a prenderla; ma i bovi che la trasportavano, arrivati a Pino, presso Teano, non vollero più proseguire ed allora il duca fece lì costruire il santuario e il monastero e la figlia vi sarebbe vissuta come monaca.
(2) Domenico Giordano: S. Visita – Pag. 49. |

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Particolare della facciata |
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