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Abenavolo Ludovico |
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La famiglia Abenavolo ebbe origine, come ci tramanda l'Aldimari, da uno dei dodici cavalieri normanni che fondarono Aversa. Dal ramo che venne in Teano, ove restò per circa quattro secoli, discese il nostro Ludovico.
Nella nostra città e nelle terre limitrofe ebbe questa famiglia molti feudi; si ha menzione di quello di Casamarcia, presso il Savone, posseduto da Petrum de Abenabulo de Theano; di quello in pertinentiis castri Turris Francolisij posseduto da Petro Cola; di quelli delli abenavoli in Carinola e Francolise e delli Cajanelli in territorio di Theano posseduti da un erede di tal Pietro d'Abenavolo de Thiano.
Ludovico, come molti della sua famiglia e come si addiceva ai cadetti di quel tempo, fu uomo d'arme. Conosciuto per il suo valore e per la sua capacità di comando, venne prescelto tra i tredici campioni che, il 13 febbraio 1503, presso Barletta, sostennero vittoriosamente con le armi l'onore d'Italia.
Fu insieme al Fieramosca, uno dei capi del valoroso manipolo italico che sbaragliò la proterva oste nemica. In quell'eoico scontro rifulse come sempre il suo valore e la sua furibonda carica travolse e scacciò fuori dal campo due dei più valenti cavalieri francesi.
Dopo questa impresa Ludovico ricevette grandi onori ed accrebbe il suo patrimonio con acquisti di terre e feudi. In Teano e nelle terre limitrofe si accentrano i suoi interessi. Qui comprò, nel 1514, il feudo della dogana e dello scannaggio e la terra di Pietramelara; nel 1516 acquista Marzanello e nel 1518 è uno dei tre sindaci dell'Università di Teano.
Tantissimi scrittori, storici e no, si interessarono al nostro eroe; riporto, che per la rarità dei testi molti lettori non avrebbero altrimenti l'opportunità di leggerli, i giudizi del Campanile e del Beltrano.
“Ludovico Abenavolo secondogenito di Troilo fu cavaliere di sommo pregio meritevole per lo suo valore che ritornassero in vita gli Omeri et i Maroni perché facessero il suo nome per mai sempre immortale”.
“Fu in ogni tempo questa città madre feconda d'huomini e nel mestier delle armi e ne le scienze celebri: però l'antichi per non dipartirci da la brevità deposti e nei tempi più vicini a noi venendo; heroe d'ammirabil valore fu quel Ludovico d'Abenavolo non meno invitto guerriero che famoso conduttiero di cavalli: Egli con l'armi in mano in pubblic'agone con quei dodici compagni Italiani il pregio dell'italico valore, sopra tutte le nazioni del mondo sostenendo col riportare glorioso trionfo, questa sua patria non solo: Ma l'Italia tutta illustrò”. |
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