Di stirpe longobarda, nacque da Aldegario, di nobile famiglia teanese nella prima metà del IX secolo. Suo padre ebbe il Castello di Pilano, ora distrutto, nella Contea di Teano, poco lungi da dove, poi, sorgerà Conca.
L'Ostiense, celeberrimo ed autorevole storico del XII secolo, ci tramanda che Erchemperto compì i suoi studi nel monastero benedettino della nostra città.
Ebbe una vita piena di traversie e di umiliazioni, e pur tra tante iatture, trovò il tempo e lo spirito di estendere la sua famosissima cronaca: Historiola Langobardorum Beneventi degentium Erchemperti, contenuta nel Codice Vaticano 5001.
Scrisse pure, ma sono andati perduti, un carme sulla vita di Landolfo vescovo di Capua, gli atti della traslazione di S. Matteo Apostolo, la storia della distruzione e ricostruzione di Montecassino, quella delle incursioni saracene.
La sua opera maggiore, l' Historiola , che fu da lui scritta “ de auditu ” e “ de visu ”, in continuazione della Storia dei Longobardi di Paolo Diacono, abbraccia gli avvenimenti dal 774 all'888 e rappresenta l'unica fonte storica esistente, relativa a quel periodo. Infatti, sia la cronaca dell'Anonimo Salernitano, sia lo stesso Leone Ostiense, non possono far altro che ricopiare, pressoché alla lettera, le vicende tramandateci dal nostro grande storico.
Importantissima, per le nostre zone, la storia di Erchemperto, che oltre a storicizzare episodi di cui altrimenti non avremmo mai avuto notizia, rappresenta una fiaccola letteraria che rischiara secoli tanto bui. Non è superfluo ricordare che l' Historiola , rimasta dimenticata per secoli, venne stampata per la prima volta nel 1626. |