| Dott. Claudio Cipriano BREVI NOTIZIE STORICHE SULLA CHIESA E MONASTERO DI MONTE LUCNO IN TEANO
TEANO - 1 9 8 4 Alla sommità del colle vulcanico di Monte Lucno, il cui fascinoso panorama ammalia chi protende lo sguardo sulle ubertose terre della Campania Felice, si eleva, onusta di storia e di anni, la Chiesa di S. Maria di Costantinopoli, con l'annesso, diruto monastero.
Edificata, come di costume, su ruderi di epoca romana, così come, tra l'altro, ci testimonia una breve epigrafe sullo scalino d'ingresso, ebbe il primitivo titolo di S. Salvatore, in un anno imprecisato dell'alto medioevo.
Ma già le sue prime notizie storiche certe, celebrano, proprio quest'anno, il loro millecentesimo anno!
Infatti, nell'884, a seguito della distruzione, da parte dei Saraceni, dell'abbadia di Montecassino, tutti i monaci si rifugiarono in Teano, portando seco il famoso codice della Regola , scritto da S. Benedetto, e, come prima dimora teanese, scelsero il monastero di S. Salvatore, che ebbero cura di restaurare. Timorosi, forse, di nuovi attacchi, od anche perché il loro abate Angelario , divenne vescovo della Città (889), si stabilirono nel monastero di S. Benedetto, in Teano, ove, per un incendio, come ci narrano le cronache dell'epoca, andò distrutta la famosa Regola , insieme ad altri diplomi e privilegi.
Dall'istrumento di fondazione del convento di S.Maria de Foris, in Teano, sottoscritto dai conti teanesi Landone ed Atenolfo nell'anno 986, apprendiamo che il monastero fu adibito a Xenodochio, sorta di ospedale e foresteria – cosa rarissima in quei tempi ! – così come ci ragguaglia l'istrumento stesso, nell'inelegante latino dell'epoca: « …et quomodo vadit volvendo circa terram ecclesie (!) Domini Salbatori (!) in qua Xenodochio esse… ».
Le vicende che interessarono la chiesa ed il monastero nei secoli successivi al decimo, non sono confortate da supporto storico e restano, pertanto, aperte a qualsiasi supposizione.
Circa il 1500 il complesso ebbe una rifondazione, da parte dell'Ordine dei Servi di Maria, o PP. Serviti, coll'attuale titolo di S.Maria di Costantinopoli, e fu attivo fino al 1656, allorchè, a seguito della terribile peste di quell'anno, che ridusse a poche centinaia gli abitanti di Teano, fu abbandonato.
A ripristinarlo, a dotarlo ed a richiamarvi i Padri Serviti, fu il nobile teanese Nicolantonio de Mattheis Cipresso, così come ci conferma la lapide, con stemma gentilizio, presso la porta della chiesa, che i Servi di Maria gli eressero nell'anno 1704.
Soppresso nel 1811, a seguito delle leggi sull'abolizione dei monasteri, divenne luogo delle adunanze segrete dei membri della Carboneria teanese.
Dopo circa mezzo secolo, nel 1862, il sacerdote Luigi De Giacomo, fautore della scuola peripatetica, che usava condurre quotidianamente i suoi alunni nell'arcadica quiete dell'amenissimo colle, finì per celebrarvi, in compagnia dei familiari degli scolari, la prima festa del giovedì in Albis, dopo aver dato piglio al restauro della chiesa, così come leggesi dall'epigrafe in essa murata.
La festa, che si articolò subito in più giornate, è ormai consolidatissima tradizione, e sul fascinoso colle si alternano, in pacifico agone tra i millenari uliveti, nella meravigliosa primavera che bacia e inverdisce la terra teanese, i cittadini del centro e delle circumvicine frazioni, in un fortunato superstite afflato di fratellanza, nell'ultima delle belle feste campestri di Teano Sidicina. |