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La sorgente delle Caldarelle
La centrale elettrica Fardella
Testo tratto da:
dott. CLAUDIO CIPRIANO
Sidicina æquora - note itineranti di storia ed archeologia. 1993
(da pag. 51 a pag. 59)

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Il Savone delle Ferriere
 
Nasce tra i boschi di Rocca Monfina questo fiume, nel cui remoto etimo sembra risuonare il gorgoglio possente delle sue acque che si frangono contro la dura petra del fondale, splendido e sinuoso, che corre incassato fino alle Vomite, là sovrastato dai basalti di Monte Lucno e Pendina (1), ove il suo fecondo corso alimentava le scomparse turbine della prima centrale elettrica (2).
Ma molti altri opifici, più a valle, attendevano la sua offerta. Poi da S. Paride, domo e soddisfatto del suo tributo, più lento e tranquillo, dopo aver ricevuto le acque del Rio d'Assano, s'inoltra verso le fonti calene di Francolise, lasciandosi a sinistra la boscosa quiete di Montanaro (3).
Più oltre lavori improvvidi ne hanno cancellato le originarie sponde, che reggevano il celebre Ponte Campano, ricordato da Orazio in una delle sue più belle e famose satire.
Ed ormai, spento di ogni slancio, imputridito da liquami e cloache, va a riversarsi, rassegnato, nel Padre Tirreno, tra le sabbie, ora impure, di quelli che furono gli splendidi lidi decantati da Virgilio Marone.
Che diversità tra la sua spenta foce ed il suo tratto di monte. Ancor oggi, per quanto in alcuni punti rozzamente lordato da scarichi fognarii, percorrere il suo primo tratto significa immergersi in sensazioni incomparabili.
La cascata di "Preta liscia" (foto di Mimmo Feola)
Foto di Mimmo Feola
Più avanti le acque sono ingiallite dai fanghi ferruginosi delle Caldarelle, mentre presso il Ponte degli Svizzeri (8), il "muliniello", attivo fino a qualche anno fa, trasformava in candida, fragrante farina le messi dorate.
Poi il molino del Cavone, prossimo al suggestivo ponticello a schiena d'asino, precede quello del Sorbo, ove un maestoso salice piangente protende la sua verde chioma verso la sottostante passerella di tavole.
La "ferriera vecchia" (9) era uno degli ultimi opifici ad essere animato dalle munifiche acque del Savone, che con un estremo, generoso sforzo, muoveva le pale dei due molini di S. Paride. Quanto fatica in sì non lungo tratto.
Scivolava, poi, pigro e lento, pago di tanta iopera e di tanto dono, verso lidi più diversi e lontani, tra fondali piatti e melmosi, che là non permettono alle sue acque, a monte risonanti e liete, di contribuire, con il loro inesausto frangersi, a comporre quella ineguagliabile sinfonia della natura, che più non scorda chi ha bagnato le sue labbra nelle magiche acque del Savone delle Ferriere.
Foto di Mimmo Feola

NOTE

  1. Questo termine si è conservato, inalterato, nel suo significato, da almeno 25 secoli. Infatti esso nella sua voce etrusco-osca "pendna, penduna", ha il significato di "roccia, cippo" (Cfr. M. Pallottino, Etruscologia; O. Nazari, I dialetti italici). Pertanto si adatta perfettamente alla indicazione di un luogo esclusivamente roccioso dal quale, come abbiamo visto in precedenza, venivano tratti, fin dal IV sec. a.C. e molto probabilmente anche in età imperiale, i blocchi basaltici serviti per la pavimentazione delle antiche vie.
    Voci osche ancore presenti nel nostro lessico sono, ad esempio: Alife da Alifa, distinto da astintu, argento da aregetud, altro (in dialetto àvuto) da avt, vivo da bivus, Capua da kapu, carne da karne, cibo da kebu, cereali da kerrilai, cisterna da cisterno, curato da kuratu, divino da deivinais, dono da dunum, è da est e ist, questo da estu, tanta da etantu, famiglie da famerias, fratello da frater, genitrice da genetai, avere da habe, madre da matreis, nero da niru, orto da urtu, padre da pater, piedi da peri o peru, pettinata da petenata, popolo da puplum e puplu, può da putiad, porco da purka, sacro da sakre, senato da senateis, conservato da seritu ("sereticcio", vecchio), stato da status, sopra da subra, terra da teras, territorio da teerum, Teano, Tiano da tianud e tiianud, uno da unu, via da via e vea, vino da vinu, vitello da vitlu, ecc. (si noti che i termini riportati non sono tutti riferiti al caso nominativo singolare).
  2. Teano ebbe l'impianto di illuminazione elettrica prima di moltissime città d'Italia. Infatti ne 1895, "fu fatto l'impianto dalla prima ditta concessionaria Moretti e C.... Al 1901, all'impresa Moretti e C. si sostituiva la Ditta Palestini" (da un opuscolo pubblicato "Per fatto personale" dal Sig. Gioacchino Ferraiolo in data 9 marzo 1925).
  3. Dai Registri della Cancelleria Angioina, relativi all'anno 1272, apprendiamo che glia abitanti di Montanaro versavano i loro tributi all'Università di Teano, da tempo antichissimo, "cuius memoria non existit". Ma il Re volle che contribuissero con il castello di Calvi, così come essi erano stati richiesti dal suo feudatario Beltrando Del Balzo, di origine francese, venuto nel Regno al seguito del D'Angiò.
  4. Questa ferriera, i cui ruderi sono ancora visibili a monte di Casafredda, era attiva ancora nell'anno 1906 e trsformava rottami ferrosi in prodotti finiti (assi per carri, ferri da stiro, ecc.) collocati, principalmente, sul mercato di S. Maria C.V. Era diretta dal Maestro Pasquale Salvi, così come risulta dai "Settimanili" di contabilità del fattore Gaspare Buco, in mio possesso.
  5. Questo molino era feudale, così come risulta dalla rivela dei beni feudali nel Catasto Onciario di Teano del 1755. Fino a non molti anni addietro, lungo il corso del Savone, presso il ponticello che ivi lo scavalca, eranvi dei pubblici lavatoi ora incorporati da privato e adibiti ad altro scopo. Lo stesso corso del Savone, in quel tratto, è stato recitantato, ed il suo alveo, pertanto, è inaccessibile.
    Può spiegare il Comune come possa essere avvenuto tutto ciò?
  6. Tale è la denominazione esatta della località e non "Gomite" come altrove detto. Tanto conforto, al di là di carte di famiglia in mio possesso, con l'ausilio di un libro di "Conti del Pio Monte dei pegni", che nella stessa località possedeva un appezzamento di terra, relativo all'anno 1801 "Da Giovanni Nassa p. il T.rio Boscoso ed olivato detto le Vomite...Per mercede agli apprezzatori Genn.o Palmiero, e Pascale De Giglio per l'apprezzo delle olive delle Vommete a Sette Vie... 2.05".
  7. Riporto, senza alcun commento, un vecchio documento relativo al diritto di passaggio dei cittadini sulla via che conduce all'acqua ferrata:
    Archivio Provinciale di Terra di Lavoro
    Numero 1110
    9 dicembre 1833. Sulla convenzione della Comune di Teano col Baroncino D. Giuseppe de Martino Carles (leggi: Martino de Carles) riguardo l'acqua minerale detta le Caldarelle.
    In un fondo di proprietà di detto Baroncino sito non lungi dalla Comune sorge un'acqua minerale detta le Caldarelle proficua a molti mali cronici, di cui li naturali di Teano fanno uso ne' tempi estivi. Un vallone che fiancheggia detto fondo, impedisce che vi si possa accedere se non che per sopra di fondi privati. Molto tempo fa li Naturali di Teano vi andavano traversando un fondo di D. Ferdinando Piscicelli, il quale avendolo chiuso da più tempo, han traversato il fondo di detto Signor Baroncino. Questi non ha guari ha formato un piccolo casotto sulla sorgiva per meglio conservarsi, e nel tempo stesso ha impedito che li naturali fossero passati sul suo fondo ad attingerla. Ritenuto il sindaco che ciò fosse un'innovazione di pregiudizio ai dritti della Comune, procedé contro il medesimo a termini dell'art., primo e seguenti della Legge 23 marzo 1817; Pronunziò una sentenza contumaciale, ordinando che tutto si fosse ridotto nel pristino stato, ed alla multa di carlini dodici. Avverso siffatta sentenza il Baroncino ne ha prodotto appello presso il Sindaco del Capoluogo di Caserta. Con esso ha dedotto che la menzionata sorgiva esiste nel suo fodo di sua proprietà acquistato dai suoi antenati più dal 1660 libero da qualunque servitù. Che essendo la servitù di passaggio sul suo fondo una servitù discontinua non apparente, non si poteva dalla Comune altrimenti acquistare, se non per mezzo d'un titolo, per nulla giovandogli la prescrizione che finalmente non era delle facoltà del Sindaco pronunziare su dritti di proprietà di privati, tanto sul possessorio quanto sul peritorio.
    Conoscendo il Sindaco che la causa in appello poteva avere probabilmente esito svantaggioso pe la Comune, e considerando che l'acqua in parola era troppo necessaria a' naturali della sua comune, ha creduto a proposito devenire ad una transazione col Baroncino, approvata interamente dal Decurionato.
    on essa si è conveuto che il Baroncino e sue spese avrebbe formato sul suo fondo nel luogo più comodo a suo piacimento una strada di quattro palmi su cui potessero li naturali di Teano andare ad attingere in ogni tempo l'acqua suddetta per proprio uso, non già per commercio, la quale strada si fosse intesa conceduta alla comune a titolo di enfiteusi, riserbandosi il dominio diretto sulla medesima. Che restava dichiarato che la sorgiva della detta acqua minerale era di sua proprietà, e che perciò poteva farvi quelle opere che credeva necessarie per conservarla, senza impedire però l'uso di essa ai naturali di Teano, o deviarne il declivio onde venisse a perdersi. Che la Comune per contrario per ragione di canone gli avrebbe corrisposto annui ducati dodici nel giorno 15 di agosto, avendo formato all'oggetto un bozzo d'istromento, rimesso per l'approvazione.
    Il Consiglio d'intendenza di Terra di Lavoro considerando che nella causa enunciata le ragioni addotte dal Baroncino in sostenere il proprio assunto sono poggiate sulle legge, e che nella decisione del grado di appello potrebbe la comune soccumbere.
    Considerando che l'acqua minerale detta delle Caldarelle di sopra menzionata sia molto necessaria alla salute de' naturali di Teano, riconosciuta proficua a molti mali cronici. Dichiara e provvede che la transazione succennata sia utile ed espediente per la comune di Teano e per li di lei naturali, a condizione però che la manutenzione della cennata strada resti a carico del Baroncino, e che venendo per caso a mancare la detta acqua, estinguendosi la sorgiva, venga a cessare l'obbligo alla comune di corrispondere detto annuo canone, ed il Baroncino de Martino possa avvalersi della detta strada, e ricomparendo nuovamente detta acqua in ogni fututo tempo, resta nel suo pieno vigore la transazione suddetta.
    Firmati: Longhi-Parisi-Capone-Verde, etc.
  8. Il ponte è così detto in quanto, prossimo ad esso, sorgeva un molino-pastificio impiantato dalla famiglia svizzera Dupont. Del magnifico, imponente edificio restano ancor oggi alcuni oderi, all'altezza dei due pini, in quanto il grosso del complesso fu abbattuto qualche decennio addietro dal proprietario, tal Migliozzi. Il vicino "muliniello" è cosiddetto in virtù dell'evidente sfavorevole rapporto di dimensioni.
  9. A monte di tale edificio, nei campi denominati Ferriera Vecchia e S. Amasio, eranvi maestose testimonianze archeologiche, mentre lungo la diramazione della Via Latina per Telese e Benevento, un cui tratto basolato è tutt'ora esistente, v'erano una necropoli e diversi monumenti sepolcrali. Alcune epigrafi ivi ritrovate, sono riportate dal Mommsen: C.I.L., Vol. X, Teanum Sidicinum:

    4810 - Lapis ingens extra Teanum in campo S. Amasi domini Iosephi Cipriano:

    C. PONTI
    MESSIAE - F

    Ferrua

    C. PONTIUS
    MESSIAE M.

    4822 - Extra Teanum in campo S. Amasi:

    SERVIT

    Presso lo spezzone di basolato, ove sorgono alcuni monumenti sepolcrali, ho rinvenuto le seguenti iscrizioni:

    (1) TR. MIL
    (2) RUS ITERUM

    ed una grossa T su un terzo frammento di marmo.
    Chi sarà stato il TR(ibunus) MIL(itum) della prima iscrizione?
    Un cittadino teanese, com'è probabile, o un forestiero ivi sepolto?
    Si può supporre che Teano avesse istituzioni pubbliche del tutto simili a quelle di Roma e, pertanto, un proprio tribuno militare, oppure, come più probabile - visto che dagli studi sulle antichità romane, non risulta, nei municipi, tale istituzione - che questi abbia ricoperto tale carica a Roma, così come fu console della Città eterna Attilio Caiatino, nativo di Caiazzo? Tale identica ipotesi fu da me precedentemente avanzata anche per il nostro Gneo Vesciculano TR(ibunus) PL(ebis).

 


IL SAVONE FOTOGRAFATO NEI PRESSI DI CASAFREDDA
 
 
 
Foto di Mimmo Feola (aprile 2007)
 
  Pro Loco Teano - Teanum Sidicinum - Piazza Municipio 1, 81057 - Teano (CE) [Associazione di promozione sociale (legge 383/2000)]